Gli elmetti e le urne

Farah. “Macché infedeli. Noi siamo venuti a votare per un governo afghano più forte, che garantisca la sicurezza in maniera tale da non aver bisogno delle truppe straniere”, sbotta Sharahuddin, un giovane con il barbone nero e il turbante bianco che potrebbe essere scambiato per un talebano. I seguaci del mullah Omar hanno intimato al popolo afghano, con volantini affissi nelle moschee, “di non partecipare alle elezioni degli infedeli”. Invece Sharahuddin e altri 124 coraggiosi hanno sfidato le minacce venendo qui nel seggio di Chakab. Leggi La tomba dei luoghi comuni di Daniele Raineri - Leggi La spietata trincea afghana
20 AGO 09
Ultimo aggiornamento: 13:27 | 17 AGO 20
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Il tenente dei paracadutisti Alessandro Capone, 30 anni, di Roma spiega prima di partire l’ultima trovata dei terroristi. “Abbiamo segnalazioni di cinque kamikaze nella zona di Chakab. Adesso utilizzano la tattica di mettersi al volante di una macchina minata con dei manichini a bordo coperti dai burqa. Vogliono farci pensare che se ci sono donne a bordo non c’è pericolo”.
Anziani barbuti e con la pelle scavata dal sole si proclamano “orgogliosi” di scegliere il nuovo presidente.
Da altri villaggi sono arrivati sui camioncini per votare in gruppo. Anche l’interprete dei paracadutisti, che vive a Herat, infila la sua scheda nell’urna. Ovviamente per il presidente in carica Hamid Karzai, come gran parte dei pasthun della zona. Le urne sono appoggiate a terra sui tappeti rossi e polverosi della moschea. Sulle pareti campeggiano le immagini della Mecca e ogni tanto qualche scrutatore si mette a pregare Allah davanti a due paravento di cartone. Sembra incredibile in questo seggio fai da te, ma li hanno portati apposta per garantire la riservatezza del voto. A Chakab il vero sconfitto è Said Ayub, che fa parte del gotha talebano di Farah. Originario di questo villaggio umile sulla Ring road è il nuovo governatore ombra della provincia ribelle. Il primo a lanciare anatemi sulle elezioni, ma anche nel suo villaggio ha perso la battaglia per il voto.